Mio padre mi ha fatto un discorso illuminante, qualche tempo fa.
Tutto il gruppo poly era miracolosamente radunato a Bologna, e con la scusa di riunioni redazionali e scemenze varie ne abbiamo approfittato per celebrare il vero scopo del ritrovo: mangiare e bere con amici e amiche che di solito sono a Roma, Milano, Napoli o in vari angoli della Penisola. Mio padre, saputa della nostra cena, mi ha chiesto in quanti fossimo. Io, un po' sorpresa, gli ho risposto 21 persone. E lui:
-Ah, 21? Solo 7 coppie?


 
 
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"Heart of figures" di Keith Haring
Chi non conosce Beautiful, la celeberrima telenovela che da oltre 26 anni ci allieta con matrimoni, divorzi, inciuci e complotti? Nessuno, io temo.
Ebbene proprio ieri, la mia amica J mi ha portata a riflettere su un aspetto del poliamore che non avevo mai considerato: anche noi alla fin fine siamo un pochino... poliutiful!


 
 
La mia amica J mi ha detto di aver finalmente capito la differenza tra innamoramento e amore.
Sono due sentimenti ben diversi, e su questo non ci piove. Ma neppure io avevo ben chiaro cosa significasse l'uno e cosa l'altro, fenomenologicamente parlando.
Lei si è accorta di cosa sia l'amore con il suo amico omosessuale (anche lui un J, pardonne moi) con cui posso ben dire che condivida molto più che una semplice amicizia. Di lui ama tutto. Ma non nel modo imbecille con cui si ama quando siamo innamorati (avete in mente quando si tace sulle peggio cose, e poi dopo anni diciamo "ma come facevo a sopportare quell* lì"?)


 

A poly education