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"Kiss V" di Roy Lichtenstein
Nulla si crea e nulla si distrugge... La mia amica J sembra aver preso spunto dai chimici, per la sua ultima perla che ora fa da titolo al mio post. 
Possono davvero non finire le relazioni? Anche quando ci si dice addio in maniera definitiva e certa?
Spesso si è messo in discussione che la nostra esistenza sia semplicemente data da un fascio di neuroni e dalla consapevolezza di percepirci come vivi. Alcuni filosofi hanno ipotizzato che la vita vada oltre la propria cognizione, certi registi hanno anche azzardato l'ipotesi che perfino nella morte ci si possa percepire come vivi, e non si enumerano i poeti che sostengono che si possa tenere qualcuno in vita tramite il ricordo.
Allora perché non pensare che anche le relazioni posso restare eterne, finché si ha il ricordo di esse e soprattutto producono effetti in noi?

Perché il punto è quello: che cos'è che prova che io e x abbiamo avuto una relazione? I figli fatti, le foto-ricordo messe su fb, i biglietti del cinema conservati, o le candele consumate nelle notti d'amore? Nell'epoca dove "se non appaio agli altri non esisto" è facile che si possa pensare anche questo. Ma io credo che l'esistenza di una relazione si possa toccare con mano quando ci cambia. 
Io sono ciò che sono? O sono ciò che ogni singolo giorno della mia vita e ogni singola persona che ho conosciuto hanno contribuito a farmi diventare?
Se è così, posso dire di avere amato qualcuno se quel qualcuno non ha prodotto in me nulla, non ha lasciato segni nella mia mente, nel mio cuore, nei miei pensieri? Potrei anche ricevere un colpo in testa e perdere così tutti i miei ricordi... ma la mia individualità sarebbe comunque quella che è perché in passato ho incontrato anche te. Le relazioni sopravvivono in questo modo? Continuano ad avere vita perché io vivo?
Pensandoci, un rapporto d'amore si può anche chiudere; ma la relazione con quella persona è davvero terminata? L'abbandono di un'amica sancisce davvero la fine del rapporto con essa? Ogni sorriso o lacrima che facciamo quando ripensiamo al nome di qualcun* non è un segno che il rapporto c'è ancora, e pulsa vivo, anche se sotto molta cenere?
La brace d'altronde si chiama brace, e non più fuoco... Ma hanno nomi diversi perché sono cose diverse? No, io non credo. Hanno forme diverse, ma sempre fuoco è. Senza quel soffio di vento ogni tanto, forse non noteremmo neppure che ancora vive; ma il fuoco continua ad esistere, e cambia solo forma e nome.
Posso dire quindi che l'amore sia indistruttibile, finché gli si sa dare nuovi volti e nuovi nomi? 
Se teniamo vivo in noi il ricordo di ciò che ci siamo dati e insegnati, posso ancora dire che ci amiamo?
 


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