È essenziale parlare delle proprie esigenze in una relazione, e anche fare chiarezza su ciò che per noi è importante e ci serve per stare bene. Su questo non ci piove.
In ambiente poli, dove le relazioni possono essere molteplici e gli stimoli tantissimi, è basilare comunicare in modo onesto i propri bisogni, le nostre difficoltà e le aspettative che abbiamo da certe situazioni. Per questo capita spesso di confrontarsi anche per ore, negoziando compromessi e mediazioni.
Insomma, se l’obiettivo è star bene tutt*, ma i bisogni sono diversi… c’è da lavorare! E a volte il lavoro è febbrile: sia che comporti pacate e razionalissime discussioni effettuate su schemi e sondaggi, sia che sfoci in liti con lancio di piatti, scenate e ultimatum.

Una cosa, però, che la mia amica E. mi ha insegnato con la sua diretta esperienza, è che alcune cose passano. 
Passano non solo nel senso che le attraversiamo e poi un bel giorno finiscono; ma anche che passano dentro di noi e si sedimentano, lavorano, trasformano, generano evoluzioni. E a volte serve solo del tempo per sperimentarle, prima di partire in quarta con mediazioni, compromessi o crisi esistenziali (e a volte passano anche nonostante tutto ciò!)
Lei ad esempio era sul serio una monogama convinta, e ha visto proprio i sorci verdi quando il suo ragazzo si è “dato” al poliamore. Ma ha preferito la terapia urto: si è messa in discussione e ha provato a vedere se ciò che in quel momento era un ostacolo non potesse diventare altro, sperimentando. E la cosa ha dato molti frutti a suo parere, tutti positivissimi.
Ammetto che quest’approccio è davvero moooolto urto! E non per tutt* è l’ideale. Ma mi ha fatto riflettere.
Effettivamente, quando mi guardo indietro noto quanti aspetti di me sono cambiati. Cose che inizialmente mi davano fastidio, poi ho imparato ad apprezzarle; certe mie insicurezze che credevo insormontabili si sono sciolte come burro al sole, davanti all’esigenze di chi amavo; e anche gli aspetti che più mi ferivano di certi comportamenti, ora non mi toccano più. Anzi, ciò che un tempo ritenevo dannoso per me, ora spesso è ben accetto.
Ad esempio per me il fattore indipendenza era un problema nelle storie d’amore. Partner troppo appiccicosi non li ho mai desiderati, e quasi inconsciamente me li son sempre cercati abbastanza sfuggenti, forse proprio per imparare ad amare anche senza “fusionalità”. E se all’inizio il forte lato indipendente di Fede e di Dami mi faceva stare male, ora non posso che pensare che sia stata una gran fortuna averlo vissuto! Mi ha permesso di crescere moltissimo, e scoprire lati di me ed esigenze che neppure immaginavo.

Mi rendo conto che se la prima cosa che il poliamore mi ha insegnato è che i propri bisogni vanno difesi, la seconda di certo è stata che prima di difendere i propri limiti si può cercare di superarli. Può causare dolore, o comportare fatica, fastidio, sforzo. Ma certe cose “passano”; passano sopra e passano addosso. A volte facendo un gran baccano, e rivoluzionando tutto. Altre volte lavorano da sole, in silenzio, con calma; e scopri i risultati dopo tempo, quasi come se ricevessi un regalo.
Comunque esse passino, il fatto che lascino un segno e ti permettano di andare avanti più arricchit* mi dà un’incredibile speranza per tutto.
 


Comments

19/10/2013 21:22

"Me la sono fatta passare" suona senz'altro meglio di "me la sono messa via"!

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ely
20/10/2013 00:08

ma che geppetta che sei! :D

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Rossella
22/10/2013 05:52

Ma certe cose “passano”; passano sopra e passano addosso. A volte facendo un gran baccano, e rivoluzionando tutto. Altre volte lavorano da sole, in silenzio, con calma; e scopri i risultati dopo tempo, quasi come se ricevessi un regalo.
BELLISSIMO PENSIERO!

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ely
22/10/2013 07:52

grazie cara :) so che noi due siamo tipe da gran baccano (di solito), ma è bello quando riceviamo un regalo da noi stesse, eh? :*

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